Questo sito utilizza cookie tecnici, analytics e di terze parti.
Proseguendo nella navigazione accetti l'utilizzo dei cookie.

Preferenze cookies

Presentazione del libro “Il Cappello dell’Imperatore” di Arianna Arisi Rota

58517caf-d9ba-44b3-b179-caa961cf4137

Venerdì 10 febbraio si è tenuta presso la libreria Hartliebs di Vienna la presentazione del libro “Il Cappello dell’Imperatore. Storia, memoria e mito di Napoleone Bonaparte attraverso due secoli di culto dei suoi oggetti” di Arianna Arisi Rota, professoressa ordinaria di storia contemporanea all’Università di Pavia. Dopo un’introduzione dell’Ambasciatore Stefano Baldi, Rappresentante Permanente d’Italia presso l’OSCE, l’autrice ha dialogato con Gilles Pécout, Ambasciatore di Francia a Vienna e illustre storico.

All’evento ha visto la partecipazione di un pubblico numeroso e la presenza di diversi membri del corpo diplomatico accreditato a Vienna. Fra questi, oltre all’Ambasciatore d’Italia in Austria, Stefano Beltrame, il Rppresentante Permanente d’Italia presso l’ONU a Vienna, Alessandro Cortese e l’Ambasciatore di Lituania, Vaidotas Verba.

 

 

IL LIBRO

Arianna Arisi Rota, Il cappello dell’imperatore, Donzelli Editore, Roma, 2021, pp. 160

Il collezionismo napoleonico cominciò all’alba del 19 giugno 1815 sul campo di battaglia di Waterloo e da allora non si è più fermato, contagiando per due secoli le personalità più disparate, da Lord Byron fino a Stanley Kubrick, che per il suo film mancato, quello appunto su Napoleone, realizzò una monumentale ricerca. Del resto, basta scorrere i cataloghi delle case d’aste e delle mostre per cogliere la persistenza del flusso emotivo, oltre che del valore economico, veicolato dai reperti del political drama più avvincente del XIX secolo. Ma gli oggetti ossessionarono lo stesso Napoleone, il quale nel testamento elencò gli effetti personali che desiderava fossero consegnati soprattutto al figlio: oltre a oggetti prevedibili come armi, uniformi e libri, orologi e argenteria varia, anche una collezione di tabacchiere, e poi il lavabo della camera da letto, un bidè d’argento dorato, i letti e i materassi usati a Sant’Elena, sino alla biancheria intima. Nel 1821 fu il suo corpo a diventare oggetto di culto: maschere funebri e presunti calchi di dita circolarono in una capillare operazione di commercializzazione e giunsero fino nelle Americhe, proiettando oltre oceano il mito innescato dalla nostalgia borghese e dal rimpianto dei veterani. Tra memoria, feticismo e necrofilia, il volume racconta il fenomeno di merchandising destinato al pubblico globale assetato di tracce materiali legate alla persona e al privato di Napoleone. Fiume carsico carico di simbologia, la cultura materiale napoleonica incentrata sui resti, sulle reliquie e sui cimeli fornisce consistenza tattile e visiva al mito, capace così di rinnovarsi in una «geografia del desiderio» globale e senza tempo. Nel bicentenario della morte dell’imperatore dei francesi, questo libro, arricchito da un curioso apparato iconografico – in cui il lettore potrà scoprire alcuni «feticci» dell’epopea –, porta l’onda lunga dell’epica napoleonica sino ai nostri giorni, dimostrando quanto essa ancora ci appartenga.

 

L’AUTRICE

Arianna Arisi Rota è professore ordinario di Storia contemporanea nel Dipartimento di Scienze politiche e sociali dell’Università degli Studi di Pavia. Si è laureata in Scienze politiche a Pavia nel 1988 e ha conseguito il dottorato di ricerca in “Storia della società europea” nel 1992. Si è occupata di diplomazia nell’Italia napoleonica, di mobilitazione politica giovanile nell’Ottocento europeo e di costruzione della memoria post-risorgimentale. La sua attività di ricerca si è orientata lungo quattro direttrici fondamentali: storia della politica estera italiana; storia della diplomazia europea; storia della mobilitazione politica nella penisola italiana e in Europa nel lungo Ottocento (giovani, reti transnazionali della cospirazione, volontariato politico-militare e associazionismo); costruzione della memoria risorgimentale nell’età liberale. Tra le sue pubblicazioni: Il processo alla Giovine Italia in Lombardia, 1833-1835 (Angeli, 2003). Con il Mulino ha pubblicato I piccoli cospiratori. Politica ed emozioni nei primi mazziniani (2010), 1869: il Risorgimento alla deriva. Affari e politica nel caso Lobbia (2015), e Risorgimento. Un viaggio politico e sentimentale (2019). Ha inoltre curato il libro Formare alle professioni. Diplomatici e politici (Angeli, 2009).