L’Agenda Donne, Pace e Sicurezza (WPS) dell’OSCE si basa sull’attuazione della Risoluzione 1325 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e delle risoluzioni successive. L’obiettivo principale è integrare una prospettiva di genere in tutti gli aspetti della sicurezza, riconoscendo che la pace è più duratura quando le donne partecipano pienamente ai processi decisionali.
L’azione dell’OSCE si articola su quattro direttrici fondamentali:
- Prevenzione: contrastare ogni forma di violenza contro donne e ragazze, specialmente nei contesti di conflitto.
- Partecipazione: promuovere la presenza femminile nei processi di pace, nella mediazione e in tutti i livelli dei processi decisionali politici e militari.
- Protezione: garantire il rispetto dei diritti umani di donne e ragazze e la loro sicurezza fisica.
- Soccorso e assistenza: includere i bisogni specifici di donne e ragazze nelle fasi di ricostruzione post-conflitto e assistenza umanitaria.
L’OSCE supporta gli Stati partecipanti nell’elaborazione e attuazione dei propri piani nazionali, adotta programmi specifici per aumentare la presenza femminile nelle forze di polizia e militari (come i progetti seguiti da alcune missioni OSCE in teatro), offre opportunità di educazione come la Scholarship for Peace and Security per formare giovani professionisti (programma peraltro sostenuto da anni dall’Italia) e verifica periodicamente i progressi degli Stati membri nell’integrare la dimensione di genere nelle politiche di difesa.
Sin dall’adozione della Risoluzione UNSCR 1325, l’Italia si è posta tra i Paesi all’avanguardia nel promuovere i valori fondamentali dell’Agenda Donne, Pace e Sicurezza. L’Italia ha recentemente adottato il suo V Piano d’Azione Nazionale (2025-2029), che si articola su quattro obiettivi strategici:
- Un primo aspetto fondamentale è quello della partecipazione piena, equa ed efficace delle donne ai processi negoziali e a tutte le fasi di gestione dei conflitti armati. A questo pilastro tutti i Piani Nazionali dell’Italia hanno sempre dedicato un obiettivo specifico. Degna di nota l’iniziativa, nata nel 2017, di dare vita alla Rete delle Donne Mediatrici del Mediterraneo, oggi un modello per molte analoghe iniziative nel mondo.
- Il secondo obiettivo strategico consiste nella promozione della prospettiva di genere nelle operazioni di pace e della valorizzazione della presenza delle donne nelle Forze Armate e di Polizia. Il personale militare femminile italiano può svolgere le stesse mansioni di quello maschile. Arruolamento ed integrazione delle donne nella carriera militare, sono condotti garantendo le pari opportunità e la genitorialità. Sono state inoltre introdotte figure di “Consiglieri di Genere” qualificati e addestrati per supportare i Comandanti delle varie strutture e nelle principali missioni internazionali. La Difesa Italiana è fortemente convinta che l’applicazione della prospettiva di genere, oltre ad essere un moltiplicatore di efficacia per gli interventi militari, rappresenta un forte elemento di legittimazione agli occhi sia dell’opinione pubblica sia delle popolazioni in supporto delle quali interviene. L’integrazione dell’analisi e delle prospettive di genere avviene in tutti le fasi delle operazioni militari, poiché trattasi di un aspetto cruciale per tutti gli scenari moderni nazionali e internazionali. Proprio per questo, le questioni di genere sono ora integrate in tutte le principali strategie e direttive politiche nazionali in materia di sicurezza.
- Il terzo obiettivo, riguarda la protezione di donne e ragazze in situazioni di conflitto. L’Italia dedica particolare attenzione al rispetto dei diritti umani, anche dei bambini e delle bambine: infatti una priorità specifica del nostro Paese è quella della protezione dei minori nei conflitti armati, dai quali essi sono tremendamente colpiti. Anche all’OSCE, attraverso il Gruppo di amici sui bambini nei conflitti armati, co-presieduto dall’Italia, insieme ad Albania, Belgio, Norvegia e Polonia, lavoriamo attivamente per tenere alta l’attenzione sulle conseguenze dei conflitti sui bambini e rafforzare il ruolo e valore aggiunto dell’Organizzazione in questo settore.
- Infine, il nostro quarto obiettivo è dedicato alla comunicazione strategica, all’informazione ed alla formazione a tutti i livelli, con il rilevante contributo delle Università, degli istituti di ricerca, delle organizzazioni della società civile e del settore imprenditoriale. Anche nel contesto della sua Presidenza del G7, l’Italia lavora per far avanzare ulteriormente l’Agenda Donne, Pace e Sicurezza a livello globale; ci impegneremo affinché il tema sia presente in modo rilevante in tutti i fori opportuni.
Per sottolineare l’importanza delle politiche di uguaglianza di genere e la piena partecipazione delle donne nei processi di sicurezza collettiva, la Presidenza finlandese dell’OSCE ha lanciato nel 2025 la prima “OSCE-wide roadmap for the implementation of commitments on Women, Peace and Security”, che propone agli Stati partecipanti un set di concrete opzioni per accelerare l’attuazione dell’agenda WPS.
Tra i primi Paesi ad aderire, l’Italia ha deciso di contribuire in forma volontaria alle seguenti azioni:
- azione 4: proseguire con azioni concrete per promuovere l’agenda;
- azione 5: continuare e rafforzare gli sforzi di coordinamento per promuovere in modo collaborativo gli obiettivi WPS;
- azione 6: impegnarsi a fornire un supporto concreto per rafforzare le reti che mirano a promuovere gli obiettivi WPS.
A questo indirizzo la lista dei pledges volontari effettuati dagli Stati Partecipanti OSCE.