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Sostegno dell’Italia alle attività dell’OSCE di contrasto alla criminalità organizzata nei Balcani attraverso il riutilizzo dei beni confiscati

 

Sostegno dell’Italia alle attività dell’OSCE di contrasto alla criminalità organizzata nei Balcani attraverso il riutilizzo dei beni confiscati

L’Italia contribuisce al progetto dell’OSCE intitolato “Strengthening the fight against transnational organized crime in South-Eastern Europe through improved regional co-operation in asset seizure, confiscation, management and re-use”, il cui obiettivo è quello di rendere più efficace la lotta alla criminalità organizzata nei Balcani Occidentali.

Il progetto, partito nel 2019, intende rafforzare le capacità dei cinque Paesi coinvolti (Albania, Bosnia, Erzegovina Montenegro, Macedonia del Nord e Serbia) lungo tutto l’arco della gestione dei beni sottratti alla criminalità organizzata (dalla confisca al riutilizzo a fini sociali), attraverso corsi di formazione, programmi di mentoring (per giudici, procuratori e società civile) e la creazione di una piattaforma regionale di cooperazione.

Alla base delle attività vi è l’assunto che il modo più efficace per contrastare la criminalità organizzata è privare i gruppi criminali delle loro risorse economiche, visto che il loro obiettivo principale è il guadagno. Il progetto adotta quindi l’approccio onnicomprensivo tipico dell’OSCE e si divide in tre aree di intervento che includono il sequestro dei beni, la gestione delle risorse confiscate e il loro riutilizzo.

Il primo obiettivo del progetto è quello di aumentare il ricorso e l’efficacia del sequestro dei beni, e a tal fine sono previste attività quali la formazione di giudici e procuratori, il sostegno alla Conferenza dei procuratori che si occupano di criminalità organizzata (creata nel 2016 su impulso della stessa OSCE), la preparazione agli esami per ricevere certificazioni internazionali e l’appartenenza ad associazioni professionali internazionali oltre che il sostegno alla cooperazione regionale tra le unità di indagine sui crimini finanziari.

Il secondo obiettivo è l’aumento dell’efficacia della gestione delle risorse confiscate, attraverso la cooperazione regionale quando queste si trovano all’estero. A tal fine il progetto fornisce supporto strutturale al Balkan Asset Management Interagency Network (BAMIN) e servizi di mentoring su selezionate tematiche di gestione delle risorse, oltre che training ad-hoc.

Il terzo obiettivo del progetto è la promozione del riutilizzo sociali dei fondi confiscati alla criminalità organizzata, con un focus particolare sul ruolo della società civile attraverso workshop regionali, il sostegno a campagne per l’aumento della conoscenza e la produzione di linee guida per il riutilizzo dei beni confiscati. In tale quadro si è svolto a Roma il 30-31 maggio 2022 un seminario regionale con i rappresentanti di Paesi interessati dal progetto e dedicato al ruolo della società civile e al riuso sociale dei beni sequestrati.

La partecipazione dell’Italia al progetto ha permesso di valorizzare e promuovere il modello italiano di confisca e riutilizzo dei beni sequestrati, beneficiando anche di un’intensa collaborazione e coinvolgimento di istituzioni e società civile italiane. Ad esempio, la pubblicazione dell'Associazione Libera “Fatti per bene – il riutilizzo sociale dei beni confiscati alla mafia (numeri, esperienze e proposte)” è stata tradotta in inglese e distribuita a tutti gli Stati partecipanti dell'OSCE.

Il modello italiano di contrasto alle mafie e alla criminalità organizzata, frutto di oltre venticinque anni di lavoro e innovazioni legislative, si basa proprio sull’efficace collaborazione tra magistratura, forze di polizia, amministrazioni locali e società civile. Dal 1982 sono stati confiscati in Italia quasi 40.000 beni immobili che possono essere riutilizzati a fini sociali.


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